Nitya inizia a suonare e cantare a 12 anni, imparando da suo padre, ingegnere con un lato artistico molto sviluppato. Ascoltare una canzone e riproporla con la chitarra è un’attività della sua vita di ragazza. La spiritualità del suono e del canto le interessano da sempre, entra infatti in un coro come voce solista negli stessi anni in cui studia Lettere e Filosofia.

Il 1993 è la data di una doppia iniziazione, alla professione giornalista e a una ricerca che la porta a guardare dentro di sé in un modo completamente nuovo, grazie all’incontro con il maestro illuminato Osho. Da quel momento lavora per la RCS-Corriere della Sera e poi per la Mondadori, e allo stesso tempo si forma con workshop e training di crescita personale, frequentando regolarmente l’ashram di Puna, in India. Grazie alle meditazioni attive, alle terapie nell’ambito della Gestalt, alla danza contemporanea, al Somatic Experiencing@ e alla formazione come Operatrice della relazione d’aiuto, la vita porta a nuotare dalla superficie sempre più in profondità, dentro di sè e nel suo Mistero.

Finchè in un ritiro di meditazione in Grecia scopre la profondità della sua passione per il canto di mantra, che diventa la sua via per connettersi al proprio cuore e a quello dell’esistenza. Da qui viene la sua gratitudine per gli amici Satyaa e Pari.

In uno dei successivi viaggi in India, a sud di Madras, al termine di un retreat di 21 giorni le viene chiesto di cantare e suonare per Shree Bhagavan, in modo improvviso e inaspettato. Il regalo che riceve è una chiara esperienza in cui chi canta si dissolve, e resta solo il canto.

Ho sentito chiaramente queste parole “non sei tu a cantare, non sei tu a farlo…”.

 

nityabio

Tornata in Italia “dimentica” quell’esperienza, e pochi mesi dopo incontra Ninad, musicista raffinato e ricercatore appassionato che diventa suo compagno di vita. Da questa unione nasce il lavoro di scrittura musicale dei mantra e dei kirtan che portano nei loro eventi di Mantra Singing.

In un successivo viaggio alla montagna sacra di Arunachala, nel sud dell’India, Nitya ha un’altra importante esperienza che riguarda l’energia. Se fino a quel momento le era familiare l’aspetto femminile del divino, lì entra in contatto con l’energia di fuoco e il suo aspetto maschile. Arunachala è la montagna di Shiva, c’è chi sostiene addirittura sia Shiva stesso… Con i monaci dell’ashram di Ramana Maharshi approfondisce la sua esperienza di Self Inquiry e la percezione della realtà che ne deriva. È la conferma di un certo sapere, adesso impresso per sempre dentro di lei,  che l’unica direzione è dentro di sè.

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